martedì 28 ottobre 2008

La santificazione di PioXII crea conflitto

Accuse di Isaac Herzog nei confronti la santificazione di Papa, che secondo egli taceva nel periodo d'olocausto.

Dalla storia di Pio XII alle umiliazioni non sono sottomesse alla gestione leale. I politici d’Israele hanno le difficoltà interne, che spesso creano una forma di pregiudizi non affermati e piuttosto sfumati.
Interessi sono destati verso la beatificazione dal Vaticano di Pio XII quale ha vissuto nel periodo di Seconda Guerra Mondiale e logica e accusatrice, perchè non si sanno le circostanze, che furono create dai nazisti per il mondo cattolico. L’agire di Papa, che s’imporre nel modo ufficiale contro nazismo metteva in pericolo i fedeli cattolici, sarebbero più vittime. Il Papa cercava di non prendere la posizione per motivi di responsabilità. Il pensiero non deve soffermarsi alla difesa e ricerca “di una pecora se tutto il gregge non è protetto”. Negli eventi passati e nel quel periodo la Chiesa combatteva e si sono sacrificati tante persone per ristabilire equilibrio di pace. Accusare il comportamento di Papa nella situazione di crisi mondiale dove al giorno furono ammazzati miglia di persone, dove girava l’odio maniacale e la paura delle genti arrivava al massimo e non comprensione si espone nella ignoranza ed egoismo.
Il conflitto scatenato emerge sull'argomento vergonioso, dove la razionalità dovrebbe creare un rapporto di pace e di prosperità fra Vaticano ed Israele. Il ministro per gli Affari sociali d’Israele Isaac Herzog è responsabile per la diaspora, difende gli interessi degli ebrei per motivo di farli vittime e dare la rilevanza del mondo ebreo nella faccenda mondiale. E' una foglia per seminare la reputazione storta di Papa tedesco collegando con il nazismo.

martedì 21 ottobre 2008

Papa invoca ad “Fides et Ratio”



I valori umani, che non sono compresi dalla ragione moderna, spingono a Benedetto XVI ribadire i concetti teologici e morali.


Benedetto XVI nel convegno alla Lateranense fa la sintesi di una catena degli eventi, che affliggono il mondo intero. La situazione è adatta per riflettere sui principi indispensabili all’umanità. Opportunità è accaduta che il papa teologo lo appellasse in occasione dei dieci anni dell’enciclica “Fides et Ratio”, la profezia del Giovanni Paolo II sulla fede e ragione, che negli ultimi tempi avvolge un campo più vasto dei problemi. Non si potrebbe dire che il punto dell’arrivo soltanto i problemi, veri e proprie crisi, che portano un danno inguaribile, senza un intervento diretto e specifico. Papa con il coraggio cerca di risvegliare la coscienza umana d’ogni uomo, per accettare le loro responsabilità nei confronti di Dio.
Il discorso di Papa è multidirezionale, che prende per la partenza il ruolo degli scienziati, che avendo le possibilità e capacità di indirizzare le ricerche scientifiche, per prendere il posto del Creatore. I limiti della scienza oggi non sono stabiliti perciò essi trasgredendo le leggi morali si sentono onnipotenti, che cercano di cambiare la realtà, alle proprie convinzioni ideologiche, ciò giustificandosi, che indispensabile per il futuro e per l’umanità, ma quale prezzo. Fosse clonazione, esperimenti sugli embrioni, far nascere il bambino per aiutare al fratello malato porteranno frutti decenti, per favorire gli scopi materealistici, selezione del proprio mondo, ma non implica il disegno di Dio sull’umanità.
Il Papa ha espresso il suo giudizio, sulla fame del mondo, la situazione di crisi nel mondo non potrà giustificare la morte dalla fame, specialmente nel mondo d’oggi dove i mezzi ci permettono a soddisfare totalmente i bisogni umani. In seguito FAO preparava giornata mondiale d’alimentazione. La crisi finanziaria ha spigato come: “Speculazione sfrenata”, dove sicuramente soffriranno e rimetteranno soltanto i poveri. La situazione della fame mondiale come il concetto non sconvolge molto sembra la storia ripetitiva e inconcepibile, per molte persone, che non soffrono dalla mancanza del cibo.
In fine è il discorso sulla tutela della vita e famiglia con i vescovi d’Ecuvador. Legame prematrimoniale e matrimoniale sta sulla base dell’amore. Da questo punto di vista la Chiesa deve fare intervento alla politica. E’ necessario preoccupazione per sannita delle famiglie e la continuazione dei loro eredi dal concepimento fino all’ultimo momento della vita.

lunedì 13 ottobre 2008

Bruxelles vorrebbe dirci, chi deve insegnare la religione



La denunci alla Commissione EU sul fatto della discriminazione per coloro chi vorrebbe insegnare la religione.


La questione dell'insegnamento in UE non regge la base necessaria per l’istruzione. Non si sanno le cause principali, nell'ipotesi si presuma la legislazione istruttiva o disinteresse degli allievi, che non apprezzano il sistema educativo. A prescindere del funzionamento la situazione diventa intrigante sul campo d'insegnamento della religione.
La faccenda sembra di non essere seria, invece Italia avrà da preoccuparsi. La Chiesa ha fatto Patti lateranensi del 1929 con lo stato Italiano dove Essa è privilegiata nell'insegnamento religioso. Da anni la funzione della Chiesa nell'educazione portava i frutti indispensabili per le società europee. L'istituzione cattolica offre insegnamento per dare una morale adeguata alla società e creare un feeling fra le persone senza la discriminazione. D'anni la Chiesa migliora e aggiorna i propri insegnanti di religione, che sono ben qualificati, sanno che la fede non si potrebbe imporre. In più è un atto personale di accettare in che modo persone devono realizzare il disegno di Dio e attraverso quale religione. Le lezioni della religione non sono obbligatorie e diventata una materia opzionale.
La Commissione EU accusa lo stato Italiano nella discriminazione religiosa e incompetenza ecclesiale, che riguarda piuttosto affari interni. Bruxelles attacca consapevolmente la Chiesa e fa d’Essa una manipolatrice, che promuove insegnanti per la convenienza. La denuncia disposta a Commissione, che non tutte persone possono insegnare la religione e sono distanti dalle altre materie e insegnanti (guadagnando più soldi), che in poche parole corrompono lo spirito della collaborazione. L'esempio, perché un ateo non può insegnare la religione?
Un ateo non è in grado insegnare la religione per motivo, che qualsiasi dottrina porterà al relativismo e nichilismo, che sarebbe il danno peggiore per la società e per la nazione. La discriminazione per la scelta degli insegnanti da parte della Chiesa, non è rilevante, promuovendo una persona i vescovi li cercano attraverso l'obiettività e un senso della responsabilità nei confronti della Chiesa e dello Stato. Ogni persona appartenente all’istituzione rappresenta essa, perciò per questo motivo scelgono gli insegnanti con la prudenza.
L'accusa sembra assurda e poco ragionevole, non può uno insegnare in cui non crede o per meno non convinto. La discriminazione religiosa sul posto di lavoro non è accettabile ma educazione compiuta dal popolo italiano e loro rappresentanti "non è una discriminazione" è una scelta personale e della comunità.