
La denunci alla Commissione EU sul fatto della discriminazione per coloro chi vorrebbe insegnare la religione.
La questione dell'insegnamento in UE non regge la base necessaria per l’istruzione. Non si sanno le cause principali, nell'ipotesi si presuma la legislazione istruttiva o disinteresse degli allievi, che non apprezzano il sistema educativo. A prescindere del funzionamento la situazione diventa intrigante sul campo d'insegnamento della religione.
La faccenda sembra di non essere seria, invece Italia avrà da preoccuparsi. La Chiesa ha fatto Patti lateranensi del 1929 con lo stato Italiano dove Essa è privilegiata nell'insegnamento religioso. Da anni la funzione della Chiesa nell'educazione portava i frutti indispensabili per le società europee. L'istituzione cattolica offre insegnamento per dare una morale adeguata alla società e creare un feeling fra le persone senza la discriminazione. D'anni la Chiesa migliora e aggiorna i propri insegnanti di religione, che sono ben qualificati, sanno che la fede non si potrebbe imporre. In più è un atto personale di accettare in che modo persone devono realizzare il disegno di Dio e attraverso quale religione. Le lezioni della religione non sono obbligatorie e diventata una materia opzionale.
La Commissione EU accusa lo stato Italiano nella discriminazione religiosa e incompetenza ecclesiale, che riguarda piuttosto affari interni. Bruxelles attacca consapevolmente la Chiesa e fa d’Essa una manipolatrice, che promuove insegnanti per la convenienza. La denuncia disposta a Commissione, che non tutte persone possono insegnare la religione e sono distanti dalle altre materie e insegnanti (guadagnando più soldi), che in poche parole corrompono lo spirito della collaborazione. L'esempio, perché un ateo non può insegnare la religione?
Un ateo non è in grado insegnare la religione per motivo, che qualsiasi dottrina porterà al relativismo e nichilismo, che sarebbe il danno peggiore per la società e per la nazione. La discriminazione per la scelta degli insegnanti da parte della Chiesa, non è rilevante, promuovendo una persona i vescovi li cercano attraverso l'obiettività e un senso della responsabilità nei confronti della Chiesa e dello Stato. Ogni persona appartenente all’istituzione rappresenta essa, perciò per questo motivo scelgono gli insegnanti con la prudenza.
L'accusa sembra assurda e poco ragionevole, non può uno insegnare in cui non crede o per meno non convinto. La discriminazione religiosa sul posto di lavoro non è accettabile ma educazione compiuta dal popolo italiano e loro rappresentanti "non è una discriminazione" è una scelta personale e della comunità.
La faccenda sembra di non essere seria, invece Italia avrà da preoccuparsi. La Chiesa ha fatto Patti lateranensi del 1929 con lo stato Italiano dove Essa è privilegiata nell'insegnamento religioso. Da anni la funzione della Chiesa nell'educazione portava i frutti indispensabili per le società europee. L'istituzione cattolica offre insegnamento per dare una morale adeguata alla società e creare un feeling fra le persone senza la discriminazione. D'anni la Chiesa migliora e aggiorna i propri insegnanti di religione, che sono ben qualificati, sanno che la fede non si potrebbe imporre. In più è un atto personale di accettare in che modo persone devono realizzare il disegno di Dio e attraverso quale religione. Le lezioni della religione non sono obbligatorie e diventata una materia opzionale.
La Commissione EU accusa lo stato Italiano nella discriminazione religiosa e incompetenza ecclesiale, che riguarda piuttosto affari interni. Bruxelles attacca consapevolmente la Chiesa e fa d’Essa una manipolatrice, che promuove insegnanti per la convenienza. La denuncia disposta a Commissione, che non tutte persone possono insegnare la religione e sono distanti dalle altre materie e insegnanti (guadagnando più soldi), che in poche parole corrompono lo spirito della collaborazione. L'esempio, perché un ateo non può insegnare la religione?
Un ateo non è in grado insegnare la religione per motivo, che qualsiasi dottrina porterà al relativismo e nichilismo, che sarebbe il danno peggiore per la società e per la nazione. La discriminazione per la scelta degli insegnanti da parte della Chiesa, non è rilevante, promuovendo una persona i vescovi li cercano attraverso l'obiettività e un senso della responsabilità nei confronti della Chiesa e dello Stato. Ogni persona appartenente all’istituzione rappresenta essa, perciò per questo motivo scelgono gli insegnanti con la prudenza.
L'accusa sembra assurda e poco ragionevole, non può uno insegnare in cui non crede o per meno non convinto. La discriminazione religiosa sul posto di lavoro non è accettabile ma educazione compiuta dal popolo italiano e loro rappresentanti "non è una discriminazione" è una scelta personale e della comunità.
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