Il tema d'Islam e la sua violenza siano argomenti da parecchi tempi. Nella pratica religiosa cattolica non è sempre facile dare un punto di vista giusto o coretto sulle questioni religiose. La religione islamica descritta da ABDELWAHAB MEDDEB, dopo eventi effettuali sul giornalista siriano Mandi Allah, quale denunciando terrorismo islamico ha messo al rischio la sua vita. Tornando all’autore sopra ricordato, quale mette alcuni fatti dell’origine della violenza islamica, che sembra molto primitivo e giusto. La storia presenta dall’ebraismo nell’AT fino al periodo d’Islam, che la violenza fu diffusa e molti popoli combattevano nel nome di Dio. Sulla riflessione immediata la ragione d’oggi non si potrebbe giustificare con i secoli precedenti. La crescita umana integrale, la comprensione di morte è molto vasta, non è paragonabile con i periodi d’ebraismo e d’islamismo. La prima impressione, che offre l’autore, è scarsa giustificazione nei tempi remoti.
Nell’ultimo paragrafo della presentazione emerge una riflessione sull’islam, che inquadra la religione cattolica dominante e prepotente come nei primi tempi. C’è una particolarità dove secondo la religione islamica pure i ricchi sono maledetti dal Dio, che pure spezza la religione fra gli Stati, che vorrebbero modernizzare la teologia islamica e quelli fondamentalisti, che hanno paura di cedere perdendo l’autorità nei confronti dei fedeli islamici.
Il fatto di violenza nel nome della religione non s’ignora, ma forse lo sforzo necessario farsi comprendere dando gli spunti teologici collaborativi per condannare le stragi dei cattolici. Forse la comprensione della parola “infedeli” mette in suggestione ossessiva, che spinge alla battaglia per nome di Dio con uno sguardo nel passato. Lo scopo principale è la mostra della vita d’oggi dove i loro infedeli e i fedeli muiono da fame, subiscono gli attacchi climatici, ecc. Non si risolve la questione di morte se non vedranno la questione della salvezza di vita, poi la scelta da cui parte stare è il fatto di coscienza e no di religione.
Nell’ultimo paragrafo della presentazione emerge una riflessione sull’islam, che inquadra la religione cattolica dominante e prepotente come nei primi tempi. C’è una particolarità dove secondo la religione islamica pure i ricchi sono maledetti dal Dio, che pure spezza la religione fra gli Stati, che vorrebbero modernizzare la teologia islamica e quelli fondamentalisti, che hanno paura di cedere perdendo l’autorità nei confronti dei fedeli islamici.
Il fatto di violenza nel nome della religione non s’ignora, ma forse lo sforzo necessario farsi comprendere dando gli spunti teologici collaborativi per condannare le stragi dei cattolici. Forse la comprensione della parola “infedeli” mette in suggestione ossessiva, che spinge alla battaglia per nome di Dio con uno sguardo nel passato. Lo scopo principale è la mostra della vita d’oggi dove i loro infedeli e i fedeli muiono da fame, subiscono gli attacchi climatici, ecc. Non si risolve la questione di morte se non vedranno la questione della salvezza di vita, poi la scelta da cui parte stare è il fatto di coscienza e no di religione.
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