lunedì 26 gennaio 2009

Il creato appartiene a Dio

Cambiare sesso è contro il disegno di Dio.

La prima volta il Papa mette nella discussione agressiva la teoria «gender», accusando che non rispettano proprio sesso e non lo cercano salvaguardare nell’identità data da Dio. Invece da altra parte c’è arcigay richiedendo a Papa di scoprire la propria sessualità. Nell’avvicinarsi vediamo ridicolarità da parte arcigay. Il suo attacco assurdo. Nessuno deve scoprire la propri sessualità, anzi non si scopre quello che è visibile. Il Dio a creati gia con un disegno, ciò maschio o femmina e ha dato i ruoli per maschio essere uomo e per la femmina essere donna. Evidente che un fatto indiscutibile. Non si tratta di scoprire identità nascosta come il Dio invisibile o il suo essere sentimentale, o cercare se stesso, ma il ruolo non si cambia. Il Papa nell’argomento sul cambio della sessualità non ha torto. Unico da preoccuparsi che i giovani non cominciano cercare quello che gia hanno e forse meglio che spendono il suo tempo per la realizzazione della vita, per cercare il Dio, per le opere caritative.
Richiamo di Benedetto XVI per essere serie verso i valori cristiani e quelli culturali dietro quali presente la storia e tradizione e non la vanita superficiale, che non spiega il senso dell’esistenza umana, ma offre una ricerca inutile della sessualità visibile. In oltre non ci mettiamo di fronte a Dio con la correzione della sua opera perfetta, Egli sa e ci conosce al fondo e sa le nostre debolezze i nostri dubbi e vorrebbe la comprensione e confronto. Ogni si presenta come un figlio e difficile d’accettare la rovina del proprio disegno umano.
Forse affermare la sessualità iniziale stabile e tutelarla con diritti umani rispecchiando quello che è in vero esige più sforzi, che essere oggi donna domani uomo e dopo domani ancora donna e cosi senza fermarsi.
Il pontefice richiede dai giovani una partecipazione attiva per la soluzione trascendente e un futuro cristiano basato sulla morale cristiana.

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